ESCLUSIVA TE - Nizzetto: "Un orgoglio la fascia da capitano, c'era la voglia e l'esigenza di iniziare a giocare"

19.09.2018 14:40 di Andrea Piras Twitter:   articolo letto 255 volte
ESCLUSIVA TE - Nizzetto: "Un orgoglio la fascia da capitano, c'era la voglia e l'esigenza di iniziare a giocare"

Numero 10 sulle spalle, fascia di capitano al braccio. Luca Nizzetto è uno degli elementi di assoluto valore nella rosa a disposizione di Roberto Boscaglia. Centrocampista che sa abbinare quantità e qualità ha dato il via lunedì scorso alla rimonta contro il Gozzano. Un inizio di stagione più che positivo per lui e per la squadra che si affaccia dopo cinque anni ad un campionato insidioso come la Serie C.

Nizzetto, lunedì si è tornato a giocatore per i tre punti. Verrebbe da dire finalmente.
"Era quello che volevamo, è stata un’attesa fin troppo prolungata per vari motivi di cui si è parlato anche troppo. C’era la voglia e l’esigenza di iniziare un campionato con tutte le difficoltà che ha portato".

A Novara contro il Gozzano è arrivata la vittoria al debutto.
"Come sempre le basi si mettono dalle prime partite ed è importante iniziare bene. Lunedì avevamo tutto da perdere. Sapevamo che era una partita difficile a livello mentale e di atteggiamento. Non dovevamo sbagliare l’approccio perchè c’era tutto per sbagliare la partita. Affrontavamo un gruppo giovane neo promosso in C e siamo andati sotto dopo un quarto d’ora. Abbiamo avuto la bravura in quel momento di avere pazienza e di esser rimasti calmi. Con quella calma siamo poi riusciti a mettere sui binari giusti una partita complicata".

Come si gestiscono le energie nervose e fisiche quando si sta così tanto fermi?
"Non è semplice. Quest’anno è stata una cosa straordinaria perchè ogni giorno se ne sentiva una diversa. Mantenere l’obiettivo puntato sulla partita non è facile. Noi non vedevamo l’ora ci dicessero qualcosa ma di definitivo. Quando vai a cominciare rischi a livello di concentrazione e l’approccio non è mai semplice. La difficoltà sta nell’approccio alla partita e sperare che vada tutto bene. Poi, come nel nostro caso a Novara, vai sotto dopo un quarto d’ora e diventa tutto più difficile. Siamo stati bravi e siamo stati squadra, che è quello che siamo riusciti a creare in questi due mesi di preparazione. Credo che ciò che abbiamo creato ci darà mano in futuro. In Serie C il tasso tecnico è inferiore e di conseguenza si alza livello di agonismo e corsa, c’è più cattiveria agonistica. Queste sono caratteristiche che ti vengono solo se ti immedesimi nel campionato, altrimenti fai fatica".

Adesso c’è un doppio impegno in casa. Prima l’Arzachena e poi l’Olbia. Far valere il fattore Comunale è la priorità in questo campionato.
"E’ un po’ una cosa che ci è mancata l’anno scorso. Intanto vediamo una partita alla volta. Lunedì abbiamo fatto bene, ora c’è la gara di domenica con l’Arzachena e prepariamo domenica. Sappiamo che, a prescindere da chi affronteremo, dobbiamo cercare di costruire questo fortino in casa nostra che ci dovrà dare una mano in campionato. A livello di voglia e carattere lo abbiamo già dimostrato in coppa".

Buona la partenza in campionato. Ma buona anche la partenza in Coppa Italia. Vi siete regalati e avete regalato ai chiavaresi un quarto turno in uno scenario prestigioso come il "Ferraris".
"Quando vai a giocare in stadi di Serie A che hanno una storia incredibile penso faccia piacere a tutti, sia ai giovani sia a quelli meno giovani come me. Penso sia sempre motivo di orgoglio, una vetrina e una soddisfazione. Ce lo siamo meritato perchè abbiamo vibìnto due gare di Coppa Italia contro squadre sulla carta più forti di noi e ci siamo guadati possibilità di affrontare Genoa. Nel calcio poi può succedere di tutto, noi non abbiamo niente da perdere".

Rosa ampia in un campionato che nasconde mille insidie come le tre partite nella prossima settimana. Quanto è importante avere tanti elementi e di valore?
"In campionato soprattutto quest’anno, dove ci sono tante partite ravvicinate, è importante. Poi ci sarà anche la Coppa Italia di Serie C che si sommerà ad un campionato duro. Il girone è complicato. Almeno di stravolgimenti dell’ultima ora, ci saranno tante squadre che punteranno a vincere e più frecce hai nel tuo arco e meglio è. Ci sono ottimi giocatori e bravi ragazzi ragazzi. Penso che nel corso dell’anno tutti avranno modo di dire la loro. Potenzialmente abbiamo giovani forti e di prospettiva ma soprattutto ragazzi con la testa spalle".

E di questa rosa lei è il nuovo capitano. Emozionato?
"E’ motivo di orgoglio perchè quando sei incaricato di essere il capitano di una squadra sei responsabilizzato. Devi cercare di dare l’esempio e di dare una mano ai giovani. Spero di riuscire a trasmettere qualcosa ai ragazzi, sia in campo che fuori. Ripeto, sono orgoglioso di questo. A me essere responsabilizzato mi piace. Abbiano cominciato bene, il gruppo è sano e genuino e penso che insieme da squadra possiamo toglierci delle soddisfazioni".

E la scelta del 10 come è stata presa?
"Dovevo cambiare il numero dell’anno scorso che non ha portato benissimo. Con la partenza di De Luca il 10 si è liberato e parlando con i ragazzi è nato tutto".

Ha già avuto mister Boscaglia a Trapani. Che tipo di allenatore è?
"A Trapani avevamo fatto il primo campionato di Serie B, io venivo da Cremona e mi aveva portato con sé. Il mister è un gran lavoratore, esige tanto sia in capo che fuori. Devi essere pronto a dare il 100% e lui ti dà le linee guida importanti che ritrovi quando affronti la partita. Avevamo bisogno di avere dei riferimenti, indicazioni forti. In un ambiente come questo c’è bisogno di uno che ti guidi e che ti sproni nei momenti iniziali della gara che ti dia un’impronta forte. Penso che abbiamo dimostrato di avere un’idea di gioco, c’è un unione di intenti che è fondamentale per l’obiettivo".

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