ESCLUSIVA TE - Palermo: "Sorpreso positivamente dall'affetto della gente, la priorità era restare qui"

30.05.2017 16:30 di Andrea Piras Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA TE - Palermo: "Sorpreso positivamente dall'affetto della gente, la priorità era restare qui"

Grinta, cuore e tanto agonismo. Sono le più grandi qualità di Simone Palermo, fresco di rinnovo contrattuale con i Diavoli Neri. Per fare un bilancio della stagione e per le sue sensazioni dopo aver prolungato la sua esperienza a Chiavari, TuttoEntella.com ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva il centrocampista biancoceleste:

Palermo, iniziamo dal rinnovo contrattuale.
"Diciamo che era nell'aria ma allo stesso tempo la mia priorità rinnovare con l'Entella. Non ho chiesto alla dirigenza né soldi né anni di contratto. Loro mi hanno rassicurato che faranno una squadra competitiva poi, è chiaro, sta a noi. Io mi sono convinto ancora di più anche se non ce ne sarebbe stato bisogno perchè, ripeto, la mia priorità era rimanere qui".

Segno che l'esperienza a Chiavari è stata più che positiva?
"A Chiavari mi trovo benissimo sia con i compagni sia con i tifosi e la società stessa. Mi sembra di stare in famiglia, mi sono trovato bene e a volte, ti dirò, sono rimasto sorpreso positivamente dall'affetto della gente e non ho avuto fantasia a cercare altre squadre. Forse quest'anno c'è stata qualche richiesta ma la priorità, lo ribadisco, era restare qui".

Anche quest'anno l'Entella ha conquistato la salvezza, c'è un po' di rammarico per il finale di campionato?
"Certo, soprattutto dopo che sei stato dentro i playoff tutto l'anno, obiettivo che l'Entella non aveva mai raggiunto. Poi, si sa, quando sei negli spareggi non si può mai sapere cosa può succedere. Ci è mancato qualcosa a livello numerico nelle ultime sei partite dove ci sono mancate anche le riserve. Diciamo, che ci siamo trovati con la coperta corte e queste cose le paghi".

Come giudichi l'affetto dei tifosi nei tuoi confronti?
"Io cerco di dare tutto quello che ho in campo ma lo faccio perchè non mi piace perdere. Cerco di giocare le partite col coltello fra i denti e forse la gente si riconosce un po' in questo, apprezza il temperamento".

Il momento più bello dell'ultimo campionato e invece quello meno bello.
"Il momento che ricordo con più affetto è quando sono rientrato a giocare contro l'Ascoli, anche se la partita in sé andò male. Sono rimasto un mese in panchina dopo l'infortunio e dopo un risultato negativo casalingo mi è stato detto che avrei giocato la prossima partita. Per me sapeva molto di ultima spiaggia e devo dire che ricordo con affetto il percorso che ho fatto prima della partita. Rientravo in campo dopo mesi e di fronte avevo un giocatore come Orsolini. Sono felice per la reazione e credo di aver dimostrato maturità. Quello meno bello è stato l'infortunio ad inizio anno e quando sono rientrato, nonostante avessi la gamba apposto, ho passato quattro giornate in panchina. E' stato un po' scoraggiante, diciamo che il momento più brutto e quello più bello hanno combaciato in pochi giorni".

Com'è stato mister Castorina?
"Mister Castorina è stata una scorperta. Lo avevo conosciuto quando sono rientrato dall'infortunio e ho giocato con la Primavera a Pisa. L'ho approcciarsi alla prima squadra come un allenatore carismatico con ottime idee. Secondo me può essere un ottimo allenatore in futuro".

Obiettivi per il prossimo anno?
"Il nostro obiettivo primario è mantenere la categoria poi, come abbiamo fatto in questi anni, se riusciamo a raggiungerlo presto, come mi auguro, spero si possa alzare un po' l'asticella e pensare a qualcosa in più".

Chiudiamo con un pensiero su Totti, da romano, romanista ed ex giallorosso.
"Diciamo che con l'addio al calcio di Francesco si è chiusa un'era. E' stato l'ultimo baluardo dei geni del calcio, dei fenomeni che non ci saranno più. Come Baggio, Zola o Del Piero ma anche i Maldini, Baresi, Albertini. Mi viene da pensare che, da quando conosco il calcio, abbiamo perso l'ultimo fenomeno a disposizione. Da romanista, e avendo visto il suo addio, è stata una cosa dolorosa ma non so spiegarlo bene a parole quello che ho provato. E' come se il giorno dopo tutti ci siamo sentiti un po' più vecchi. Ho avuto l'occasione di allenarmi con lui, ricevere un suo assist o un suo sorriso anche. Ho percepito l'essenza dell'uomo oltre che quella del calciatore. Vederlo seriamente preoccupato di quello che verrà dopo mi ha fatto venire un po' di paura anche a me quando smetterò. D'altronde Francesco non assomiglia a nessuno e nessuno assomiglia a Totti e la sera stessa del suo addio Roma ha vissuto una situazione irreale".

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