Cassano: "La priorità è che l'Entella raggiunga quello che merita, quello che sarà domani non lo so"

08.10.2018 18:43 di Andrea Piras Twitter:   articolo letto 3035 volte
Cassano: "La priorità è che l'Entella raggiunga quello che merita, quello che sarà domani non lo so"

Conferenza per Antonio Cassano. Tanti argomenti trattati dall'entusiasmo di essere qui al momento dell'Entella e della Nazionale italiana. Gremita come non mai la sala stampa del Comunale per uno dei talenti più grandi che il calcio italiano abbia avuto, e ha ancora.

Le tue prime impressioni.
“Son contento, son felice. Mi sono risentito calciatore”.

Cosa pensi dell’Entella?
“Oggi niente. Abbiamo trovato un accordo con Gozzi che io mi allenassi solo. La cosa fondamentale è la sentenza che ci sarà domani e spero vada tutto bene. Quello che sarà del mio futuro non lo so. Se lui avrà bisogno, lo sa bene, io non una ma due mani le posso dare”.

La situazione legata all’Entella.
“E’ una cosa fuori dal mondo. In questo momento qua io penso e spero che possano riammettere l’Entella perchè è una cosa grottesca. Lo merita. Visto che ci sono dei giudici che sono persone molto serie e capiscono di calcio e di persone, spero che possano riammettere l’Entella. Però il calcio italiano è tanto tempo ormai che va così”.

Resterei qui anche in C?
“Non ho nessun accordo. Se dovesse la squadra rimanere in C e il presidente vuole, ci sono. In B uguale. In questo momento la cosa fondamentale è pensare all'Entella. Dopo non lo so”.

Non potevi venire l’anno scorso che salvavi l’Entella?
“Hai ragione anche tu (sorride ndr)

Come mai questa decisione?
“Mi ha chiamato anche qualche squadra di A e qualche squadra all’estero. Io ho sempre ricercato la felicità nella vita e la felicità sono i miei figli e mia moglie che vivono qua e non vogliono più spostarsi. Se devo giocare lo devo fare a Genova o nei dintorni. Se devo andare a fare favori a qualcun’altra in Serie B o in Serie C o estero preferisco aiutare un amico”.

Cosa ti è mancato del calcio giocato?
“Devo dire la verità: niente. Mi sono divertito tanto in questi due anni e mezzo. Ho fatto tutto quello che prima non potevo fare: giocare a tennis, a calcetto con gli amici, mangiare qualcosa in più e soprattutto godermi i bimbi che sono la cosa più bella del mondo. Però avevo tanto entusiasmo di tornare a giocare e vedere se posso fare la differenza”.

Quanto tempo ritieni manchi?
“Io penso che tre, quattro settimane puoi avere una condizione accettabile. Ho una grande fortuna che da parte mia ho la qualità. Quello mi fa velocemente arrivare al top. Vedendo questa Serie A quanti giocatori scarsi ci sono…Questa è la realtà dei fatti. Quando ho iniziato in A nel 1999 la Fiorentina arrivava al settimo posto e in avanti c’era Batistuta, Edmundo e Rui Costa. Oggi vedete voi. Esclusa la Juve che fa un campionato a parte con una squadra clamorosa, togli Higuain trovatemi qualche campione che in quell’epoca là poteva giocare. Ne vedo pochi”.

Qualche rammarico?
“Assolutamente no. Avevo qualche richiesta in A l’anno scorso e anche in questa stagione ma io mi devo sentire felice. Il rammarico è che se a 18 anni avessi avuto questa testa qua avrei giocato sulla luna però non si può avere tutto dalla vita. Son felice lo stesso”.

Un tuo commento sulla Nazionale?
“Quando giocavo in Nazionale i cinque attaccanti erano Totti, Cassano, Del Piero, Vieri e Inzaghi e non chiamavano Chiesa, Montella, Di Natale, Di Vaio, Miccoli, Toni, Gilardino. Oggi fai due presenze e un gol e sei da Nazionale. Si fanno tante parole ma i risultati non arrivano e la Nazionale è ventesima nel ranking. Questo è il momento tragico del calcio italiano, dove non ci sono giocatori forti”.

Cosa ne pensi di Piatek?
“Io non l’ho mai visto giocare. Però non mi interessa vedere chi fa gol perchè se parliamo dei più grandi giocatori della storia: Messi, Maradona, Ronaldo il fenomeno sapevano giocare a calcio. Questo ragazzo fa gol, allora vuole dire che Inzaghi era il calciatore più forte della storia. Per me no. Fare gol non significa essere bravi. Un conto è essere goleador e un conto è saper giocare a calcio. Per me Higuain fa gol e sa giocare a calcio. Piatek non l’ho mai visto però ha fatto tanti gol. E’ un giocatore che va bene per questa serie A. Poi se farà 50 gol l’opinione non cambierà per il solo fatto che per me i giocatori forti sono altri. Per me il calcio è Benzema, Cristiano Ronaldo, Ronaldo il fenomeno, Lewandowski, quelli che sanno giocare a calcio. Chi fa gol va bene”.

Pensi di portare entusiasmo in questo gruppo?
“Spero di sì e penso di sì per il solo fatto che sparo un po’ di cavolate ridono un po’ e un po’ di entusiasmo li tira su. Loro però stanno soffrendo per una situazione che spero si risolva al più presto, già da domani. Se posso aiutarli facendoli sorridere e dando qualche consiglio ben venga”.

Come hai visto la squadra?
“Bene, penso sia una squadra molto forte per la C ma anche per la B. Perchè non tentare al massimo”.

Con Totti hai parlato di questa possibilità di giocare per l’Entella?

“Si abbiamo parlato. Noi, io e lui, ricerchiamo la felicità. Lui l’ha trovata con la Roma, non spostandosi da casa, e io uguale. La mia felicità in questo momento è mia moglie, i miei figli e vivere a Genova”.

I giocatori dell’Entella ti hanno chiesto l’autografo?
“Qualcuno mi ha chiesto la foto. Ci sono ragazzi giovani, è normale. Però gli ho fatto capire che fra me e loro non ci deve essere differenza. Loro devono avere la loro strada, mi possono dare dei consigli. Se sono arrivato qua io mi devo paragonare a loro e devo cercare di assecondare le loro possibilità”.

Come vedi la Nazionale?
“Poca roba. Manca anche Nesta, Pirlo, Zambrotta, Gattuso, Del Piero mancano questi giocatori che sette, otto anni fa c’erano. Oggi c’è poca roba. Mancini, poverino, miracoli non ne può fare. O torna indietro di 15 anni fa quando giocava, oggi è più complesso”.

ll perchè?
“Che non ci sono giocatori. Il perchè non lo so”.

La sfida contro il Genoa di Coppa Italia?
“In questi giorni ero emozionato, è strano a dirlo, perchè mi tornavo ad allenare. Io ora spero che l’Entella possa tornare nella categoria che le compete, ovvero la B. La priorità è l’Entella e dare entusiasmo all’Entella. Poi quello che sarà di Cassano non lo so”.

Vi siete dati dei tempi col presidente per la firma?
"Mi sto solo allenando. Non abbiamo vincoli contrattuali. In questo momento la priorità è che l'Entella spero possa raggiungere quello che merita. Poi da quello che sarà, che sia B o C, ci sediamo davanti a un po' di carne e ne parliamo. Deciderà Gozzi. La disponibilità l’ho data ma in questo momento non abbiamo tempi. La priorità è l'Entella, quello che sarà domani non lo so".